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Container radioattivo Genova

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Da luglio del 2010 su un molo di Voltri, circondato da una barriera di container pieni di acqua e pietre, è fermo in attesa di bonifica un contenitore con cobalto radioattivo, probabilmente prodotto di residui sanitari. Sei mesi di vertenze e scioperi, adesso la decontaminazione è annunciata per febbraio.

Nessuno può avvicinarsi a quel container da mesi. E nemmeno dovrebbero farlo i pescatori della domenica, che si arrampicano, nonostanti i divieti dell’Autorità portuale, sugli scogli al limitare dei piazzali del terminal per appollaiarsi con le loro canne a qualche metro dal pericolo. Il container sprigiona radiazioni. Da una misteriosa e ancora non identificata scatoletta di cobalto, capace di rilasciare raggi gamma per chilometri se lasciata a cielo aperto. Invece è sigillata, tra le pareti di un parallelepipedo di lamiera isolato in mezzo a un’area del porto liberata da tutto e tutti: dagli operatori e dai visitatori occasionali su gomma. È laggiù, in quarantena sul cemento del sesto e ultimo modulo del porto di Pra’ Voltri, il nuovo incubo del ponente genovese. È il container radioattivo, sbarcato a Genova il 14 luglio scorso da una nave di Msc proveniente dal Medio Oriente e destinato a un’azienda dell’Alessandrino, finito in gran segreto al centro di un intrigo internazionale, giudiziario e amministrativo, che ha alimentato inquietudine tra gli abitanti e persino una serie già nutrita di leggende metropolitane, dopo aver suscitato l’interesse concreto dell’apparato dei servizi di sicurezza nazionale.

UN CONTAINER radioattivo che a 100 metri di distanza emette valori cinque volte superiori al "fondo naturale" (quelli che normalmente si rilevano). E' fermo nel porto di Voltri dal luglio scorso, quando l'allarme scattò durante una verifica dei tecnici del Terminal: gli indicatori degli strumenti dedicati alla ricerca di materiali radioattivi impazzirono, sul posto furono chiamati i vigili del fuoco e gli esperti dell'Azienda regionale. Il container fu isolato, allontanato dal cuore delle attività portuali e collocato su un molo del cosiddetto "Sesto Modulo", in attesa di interventi di bonifica che - fu garantito - sarebbero stati rapidissimi. Dopo sei mesi di scioperi e vertenze, lavoratori e città aspettano ancora.


fonti : http://genova.repubblica.it, http://www.ilsecoloxix.it
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Last modified 05-01-2011 19:22
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